Se si è giunti oggi al ventesimo anno di vita della nostra Associazione, e alla XXIa Esposizione, lo si deve all’opera fondativa e fattiva del Socio Promotore Luciano Lovisolo, che nel lontano 1989 si prese la briga di contattare altri otto incisori con i quali stese lo Statuto dell’Associazione Incisori Liguri, la registrò, ideò il “logo” della stessa e ospitò la Sede del Sodalizio nel suo studio, allora in San Matteo. I Soci Fondatori furono così Aldo Bosco, Mario Chianese, Carlo Cuneo, Giannetto Fieschi, Giovanni Garozzo, Giovanni Grasso, Luciano Lovisolo, Angelo Oliveri e il sottoscritto, a questi si affiancavano da subito alcuni Soci Effettivi e i Soci Onorari, che erano Germano Beringheli, Gianfranco Bruno, Guido Giubbini, Silvio Sabatelli, Lorenzo Simonetti e Franco Sborgi. Al di là di meriti reali o presunti, di parole, di assensi, di critiche, è un fatto che la nostra Associazione, quella degli Incisori Liguri, oggi compie il suo ventesimo anno di esistenza e testimonia ancora della vitalità dell’incisione in Liguria, nel campo di una cultura che non ha dimenticato l’insegnamento tramandato dalle tecniche storiche. E coagulando esperienze sempre nuove, alimentando sì le tecniche tradizionali, ma aperta a quelle sperimentali, promuovendo ora anche la xilografia che dopo anni di oblio sembra essersi rivivificata tornando alla ribalta anche nelle Rassegne Internazionali, ed empiendo quel desiderio di presenza
che i soci dimostrano - di una presenza fatta di ricerca - con la loro forte adesione nelle rassegne annuali, essa continua oggi a mostrare la sua forte identità. Nel 1989, nominati all’unanimità Presidente Giannetto Fieschi e Vice Presidente Luciano Lovisolo, si diede inizio alla corsa, portando a compimento i primi passi che sino ad oggi dimostrarono una compagine vitale in cammino, ricca di esperienze nel campo delle tecniche incisorie e della stampa, mentre nel 1991 Mario Chianese sostituiva la Presidenza di Giannetto Fieschi e Raimondo Sirotti, attuale Presidente della nostra Accademia Ligustica, entrava nel Consiglio Direttivo dell’Associazione. Quello che sino allora si vedeva saltuariamente e raramente esposto in mostre personali, come un’appendice alla personalità dell’espositore, l’incisione, aveva ora la facoltà di mostrarsi, una volta all’anno, in una rassegna sistematica, priva di interessi commerciali, perché l’Associazione aveva nello Statuto la clausola di essere senza fini di lucro.